Giuda Ballerino era un topolino.
Un topo ballerino, allevato con cura per preservare un difetto. Come tutti i topi ballerini, è sordo e dotato di scarso equilibrio. La natura ne fece un topo qualsiasi, ma l’uomo volle farne un giocattolo. Giuda Ballerino corre in circolo, come per acchiapparsi la coda. Danza la sua danza sbilenca, girando su se stesso come un ubriaco, vorticosamente immerso nel non sense dell’esistenza.
Giuda Ballerino era un topolino.
Bianco e grazioso, non è in grado di badare a se stesso. Nella sua gabbia, i confini del mondo hanno inferiate di metallo, la sua casa ha un tetto grazioso e la sua acqua sta in una bottiglia appesa a testa in giù. Corre nella sua ruota, ma il più delle volte v’inciampa o vi si addormenta. Il mondo è una scatola regolare, oltre i cui confini, spaventose forme e colori si agitano.
Danzando ogni giorno, Giuda Ballerino dimentica tutto questo.
Il mondo può essere delimitato da una danza. Senza musica o ritmo, non ha confini né limiti. Una danza sbilenca è quanto di più vicino alla realtà si possa offrire tra cinque pareti di ferro e una di plastica. Sollevando trucioli e semi, la danza non ha bisogno di musica, che per sua natura il ballerino non udirebbe. Una natura costruita intorno a un difetto. Progettato per essere goffo, sistemato fra sei pareti, non resta che danzare.
Giuda ballerino, un giorno si fermò.
E guardando la sua bottiglia capovolta, il proprio riflesso osservò. Giro, girotondo. Corri intorno al mondo. Intorno al mondo, topolino. Senza senno, fino al mattino. Danza per una notte e un’altra ancora. Mentre lesta, viene la tua ora. Allora a testa in giù, Giuda Ballerino guardò il mondo, e vide che era diverso. Con un senso quasi inverso, la realtà correva su se stessa, furibonda in una danza sbilenca. Allora, appeso a testa in giù, con la coda verso il cielo, Giuda Ballerino smise di danzare, perché il mondo ballava per lui. Guardando il vasto mondo oltre le pareti di ferro, a testa in giù se ne vede il movimento. Senso di marcia. Un. Due. Tre. Passo, passo e plié. Un. Due. Tre. Una danza sbilenca, uno spettacolo segreto. Grand soirée ogni sera, per la danza del mondo. E quando l’umanità va a dormire, Giuda Ballerino si sveglia, ma non danza più. A testa in giù, nel suo loggione, guarda lo spettacolo infinito.
Giuda Ballerino era un topolino.
Un topino ballerino. Ma ora, a testa in giù, Giuda è appeso al bordo del mondo. E mentre tutto vortica, resta a guardare. Fermo nell’occhio del ciclone, tutto gli fa perno intorno. Aggrovigliato all’esistenza, la vita non gli è mai stata tanto vicina. Quasi soffoca. Ma il vecchio gioco non lo diletta più. Creato per giocarlo, si rifiuta. Un topo che non danza è un punto bianco fermo nell’esistenza. E al centro dell’esistenza, tutto può succedere.
Buona notte.