Ci siamo giocati anche la voce di Five. Riporto uno stralcio d’intervista così come l’ho trovata in rete.
Marco Columbro ne è convinto: non siamo soli in questa galassia e il primo contatto tra terresti e alieni è imminente.
Marco Columbro ne è convinto: non siamo soli in questa galassia e il primo contatto tra terresti e alieni è imminente.
Ohibò!
Che cosa ci dobbiamo aspettare?
«Nel 2012 ci sarà un’invasione pacifica dei nostri fratelli cosmici. Sarà una chiara manifestazione fisica della loro esistenza, un evento che annullerà le bugie che da 60 anni ci raccontano i governi».
Qual è lo scopo di questo primo contatto?
«Gli alieni ci diranno esattamente da dove veniamo, a partire dal fatto che il nostro DNA è stato portato qui su un’astronave. Ci insegneranno a riattivare quella parte di DNA che ci è stata volutamente staccata per mantenerci inferiori. Sapremo la verità, diventeremo esseri di grande livello intellettuale e spirituale. Per noi sarà la fine di un mondo e l’inizio di un altro, migliore».
Migliorerà anche la Terra?
«Gli alieni hanno gli strumenti per recuperare il pianeta nel giro di pochi minuti. Toglieranno l’inquinamento in un attimo».
Da quanto tempo preparano il primo contatto?
«Sono tra di noi da decine di anni, con incarichi anche molto importanti. Sfruttano i cosiddetti walk-in, in cui le anime extraterrestri propongono all’umano un accordo: salvare il suo corpo dalla morte prendendone possesso. Così durante il coma esce l’anima della persona e entra l’alieno». [...]
[...] «Altri arrivano con le astronavi e, dopo aver seguito dei corsi sulle nostre abitudini, vengono inseriti nella popolazione».
Lei è stato in coma.
«Sì, per tre settimane nel 2001. Ma non ho avuto esperienze particolari».
Ha mai avuto contatti diretti con i fratelli cosmici?
«Ho avuto un incontro a New York, dopo un convegno di ufologia, nel cielo sopra la 54a strada, ho visto una luce sferica enorme, poi sono diventate tre e hanno formato un triangolo. E si sono messe a ruotare. Erano loro, ci salutavano».
Che cosa ci dobbiamo aspettare?
«Nel 2012 ci sarà un’invasione pacifica dei nostri fratelli cosmici. Sarà una chiara manifestazione fisica della loro esistenza, un evento che annullerà le bugie che da 60 anni ci raccontano i governi».
Questa l’ho già sentita.
Qual è lo scopo di questo primo contatto?
«Gli alieni ci diranno esattamente da dove veniamo, a partire dal fatto che il nostro DNA è stato portato qui su un’astronave. Ci insegneranno a riattivare quella parte di DNA che ci è stata volutamente staccata per mantenerci inferiori. Sapremo la verità, diventeremo esseri di grande livello intellettuale e spirituale. Per noi sarà la fine di un mondo e l’inizio di un altro, migliore».
Quindi il DNA aveva la spina staccata ma adesso gli elettricisti alieni vengono a riattaccarla. Tutto regolare, direi.
Migliorerà anche la Terra?
«Gli alieni hanno gli strumenti per recuperare il pianeta nel giro di pochi minuti. Toglieranno l’inquinamento in un attimo».
Certo, useranno la ragazza aspiratutto di Spaceballs.
Da quanto tempo preparano il primo contatto?
«Sono tra di noi da decine di anni, con incarichi anche molto importanti. Sfruttano i cosiddetti walk-in, in cui le anime extraterrestri propongono all’umano un accordo: salvare il suo corpo dalla morte prendendone possesso. Così durante il coma esce l’anima della persona e entra l’alieno». [...]
Mi pare giusto: muori, e non avendo niente di meglio da fare, lasci il tuo corpo in comodato d’uso a un alieno.
[...] «Altri arrivano con le astronavi e, dopo aver seguito dei corsi sulle nostre abitudini, vengono inseriti nella popolazione».
Certo, scendono a Malpensa e poi fanno un corso d’aggiornamento coi Carabinieri.
Lei è stato in coma.
«Sì, per tre settimane nel 2001. Ma non ho avuto esperienze particolari».
A volte i danni arrivano dopo.
Ha mai avuto contatti diretti con i fratelli cosmici?
«Ho avuto un incontro a New York, dopo un convegno di ufologia, nel cielo sopra la 54a strada, ho visto una luce sferica enorme, poi sono diventate tre e hanno formato un triangolo. E si sono messe a ruotare. Erano loro, ci salutavano».
Una bella sbronza sotto un lampione dà più o meno gli stessi risultati.

Intanto potete leggervi l'
Adesso che ho guadagnato una certa distanza di sicurezza, posso dire che il 31 marzo ho compiuto gli anni. In genere evito di fare il post di compleanno per diverse ragioni, una su tutte: poi ti tocca fare un bilancio. Non ne sono capace, non ne ho voglia, e sinceramente non m’interessa deprimermi di un buon 25% in più proprio quel giorno. Quest’anno, poi, è stato una meraviglia. Intanto è caduto di lunedì, e tanto per gradire ero malato, chiuso in casa e impossibilitato a festeggiare in alcun modo. È stato abbastanza squallido, perciò ho evitato di aggiungere sale alle ferite.



