venerdì, 11 luglio 2008
author: giudappeso @ 20:50
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Ci siamo giocati anche la voce di Five. Riporto uno stralcio d’intervista così come l’ho trovata in rete.

Marco Columbro ne è convinto: non siamo soli in questa galassia e il primo contatto tra terresti e alieni è imminente.

Ohibò!

Che cosa ci dobbiamo aspettare?
«Nel 2012 ci sarà un’invasione pacifica dei nostri fratelli cosmici. Sarà una chiara manifestazione fisica della loro esistenza, un evento che annullerà le bugie che da 60 anni ci raccontano i governi».


Questa l’ho già sentita.

Qual è lo scopo di questo primo contatto?
«Gli alieni ci diranno esattamente da dove veniamo, a partire dal fatto che il nostro DNA è stato portato qui su un’astronave. Ci insegneranno a riattivare quella parte di DNA che ci è stata volutamente staccata per mantenerci inferiori. Sapremo la verità, diventeremo esseri di grande livello intellettuale e spirituale. Per noi sarà la fine di un mondo e l’inizio di un altro, migliore».


Quindi il DNA aveva la spina staccata ma adesso gli elettricisti alieni vengono a riattaccarla. Tutto regolare, direi.

Migliorerà anche la Terra?
«Gli alieni hanno gli strumenti per recuperare il pianeta nel giro di pochi minuti. Toglieranno l’inquinamento in un attimo».


Certo, useranno la ragazza aspiratutto di Spaceballs.

Da quanto tempo preparano il primo contatto?
«Sono tra di noi da decine di anni, con incarichi anche molto importanti. Sfruttano i cosiddetti walk-in, in cui le anime extraterrestri propongono all’umano un accordo: salvare il suo corpo dalla morte prendendone possesso. Così durante il coma esce l’anima della persona e entra l’alieno». [...]


Mi pare giusto: muori, e non avendo niente di meglio da fare, lasci il tuo corpo in comodato d’uso a un alieno.

[...] «Altri arrivano con le astronavi e, dopo aver seguito dei corsi sulle nostre abitudini, vengono inseriti nella popolazione».

Certo, scendono a Malpensa e poi fanno un corso d’aggiornamento coi Carabinieri.

Lei è stato in coma.
«Sì, per tre settimane nel 2001. Ma non ho avuto esperienze particolari».


A volte i danni arrivano dopo.

Ha mai avuto contatti diretti con i fratelli cosmici?
«Ho avuto un incontro a New York, dopo un convegno di ufologia, nel cielo sopra la 54a strada, ho visto una luce sferica enorme, poi sono diventate tre e hanno formato un triangolo. E si sono messe a ruotare. Erano loro, ci salutavano».


Una bella sbronza sotto un lampione dà più o meno gli stessi risultati.
martedì, 20 maggio 2008
author: giudappeso @ 13:55
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Sono passati tre anni, oggi però mi è bastato un pensiero, così le dedico poche parole, veramente sentite.

      Lei era
      il verbo amare.


Ha vissuto con me per 16’anni, oppure sono io che ho vissuto con lei. In ogni caso, abbiamo vissuto.

EDIT: aggiungo una foto della mia gattona di quando era nel fiore degli anni. Occhio perché è molto grossa! La foto, eh. Be', anche la gatta... quindici chili di micio non sono poco. Ah già, il suo nome era Wendy ma era anche nota con l'affettuoso nomignolo di Vomitilla, per un vizietto ben intuibile.
mercoledì, 07 maggio 2008
author: giudappeso @ 13:32
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«Hanno inventato la gente per rompere i coglioni alle persone».
venerdì, 02 maggio 2008
author: giudappeso @ 16:26
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Vi segnalo un libro che non vi potete perdere, l'autore è strumm e l'inarrivabile pezzo di genio che ha prodotto è Diario Pulp, di cui segue una mia personale recensione. Letto e goduto in maniera viscerale, è un film di carta. Non si legge, si guarda allibiti e si gode con piacere. Ogni personaggio ha la sua dignità e la sua importanza, e poi, alla lunga, anche quei personaggi che all'inizio possono starti sul culo, poi hanno il loro momento. La ruota gira e nessuno ha contato i proiettili. Non mi resta altro da dire che: bello!

Nel corso della sua missione quinquennale, l’astronave Enterprise del Capitano Kirk ha vissuto incredibili avventure su pianeti gangster, mondi western e realtà parallele naziste, ed è solo per puro culo che non gli è mai capitato d’incappare nella Roma Pulp creata da strumm, altrimenti addio capitan Bellicapelli e signor Lungarecchia.

Quella di Diario Pulp è una realtà viva e indipendente che respira e prospera in base alle proprie leggi e regole, un pianeta pulp coi suoi abitanti unici e irripetibili che vivono, lottano e muoiono come chiunque altro. Ma lo fanno con stile, merda! A partire dall’accoppiata Zecchinetta & Sellero, che nella Strage di San Violentino dà subito vita all’affresco, impariamo a conoscere un mondo crudo e brutale, dove il sangue e la merda di questa realtà quotidiana dà il contrappunto alle gesta di personaggi esilaranti che un istante dopo si tramutano in bestie senza scrupoli. Lasciatevi raccontare da strumm le avventure del Sellero, del Cesso e di Colore, ascoltate la storia del Piraña e scoprite l’identità del misterioso Imperatore che tiene questa Roma Pulp nel suo pugno violento ma giusto. È una giustizia cruda e precisa, netta come il fendente di una lama di Toledo e antica quanto la lex talionis, ma ne imparerete inevitabilmente le regole vivendo a contatto coi suoi protagonisti.
Questo libro non va letto solo perché è incredibilmente divertente e appassionante, ma anche perché c’è un mondo in attesa tra le sue pagine al quale non si può dire di no. Leggetelo, perché un giorno potreste avere bisogno dell’Imperatore per essere tolti dal più grosso impiccio della vostra vita, e allora avrete bisogno di sapere qual è l’unico santo a cui votarsi.
lunedì, 21 aprile 2008
author: giudappeso @ 18:12
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Lo so che tutti hanno parlato delle elezioni, che un po’ questo risultato  se l’aspettavano ma così no, che la gente vota Lega perché è incazzata o vota Berlusconi perché anche ‘sta volta se la sono bevuta, però non me la sono sentita di parlarne e buttare giù alcunché. Preferisco che a queste cose ci pensi chi è più ferrato di me e magari è ancora interessato alle dinamiche politiche e compagnia bella, perché io sono abbastanza stufo. Ho una voglia di Robespierre che mi consuma e metterei la buona vecchia Madame Guillotine a stimolare la classe politica a non fare cazzate.
Quello di cui mi sono reso conto è che noi non ci sappiamo governare, non ne siamo proprio capaci. Troppo invischiati in loschi giri di potere, mani che si lavano l’un l’altra senza rimuovere una macchia che sia una, chini a baciare le pantofole della Chiesa anziché rivendicare la laicità che dovrebbe essere propria della Stato. Per carità, niente religione in parlamento! Poi non resta spazio per la giustizia. La Chiesa è ingombrante, le sue prese di posizione dogmatiche e rigide come un palo di ghisa non si accordano ai tempi che cambiano né alle necessità della società contemporanea, tanto lontana e tanto corteggiata dai budelli della fede. Intanto i pregiudicati vanno in parlamento e le uniche leggi che vanno avanti sono quelle ad personam, che guarda un po’ servono ai soliti bei ceffi. No, non c’è modo di governarci senza fare una cazzata, e allora ecco l’idea: appaltiamoci.
Dico davvero, ci sono molti governi più capaci e competenti di quanto potrà mai essere la classe politica prodotta dai marci lombi della nostra nazione, perciò prendiamone atto e facciamoci governare da chi sa farlo. Io proporrei una bella ruota da girare, con tanto di cerimonia in prima serata (magari a reti unificate), da cui verrà estratto – anche il voto non ci viene benino, diciamocelo – il paese che ci fornirà la classe politica per quella tornata amministrativa. In cambio ci impegneremo nel fornire agevolazioni commerciali e poi… be’, i compromessi ci vengono bene e anche il mignottaggio nazionale, perciò sono fiducioso.
Diciamo che il governo durerà quattro anni (ma sì, dai) dopodiché ci rimetteremo in palio sulla ruota del buon governo. Dai che si può fare! È in assoluto l’idea migliore che mi sia venuta al riguardo, anche perché la fiducia nella classe politica e il suo impegno nel cambiare tutto questo sono pari a zero. Quindi mettiamoci una mano sulla coscienza e chiediamoci: cosa stiamo aspettando, un miracolo? No, non c’è speranza. Oddio, ci sarebbe se al vertice ci fosse aria di cambiamento un po’ più spesso che mai, però sappiamo bene che l’unica cosa che sa fare bene il politico italiano è attaccarsi alla sedia come una tellina e non mollarla più. Dovrebbero fare degli studi al riguardo, io ho due teorie: la prima è che il sudore secreto dalle natiche produca un potentissimo adesivo naturale, la seconda è che utilizzino un effetto di risucchio – tipo ventosa – usando lo sfintere. Ad ogni modo, ditemi voi se ci sono altre teorie, perché la ricerca continua.
Io dico: mandiamoli a casa, affidiamoci al caso. Le possibilità di peggioramento sono stimate intorno al 5%, e non l’ho neppure dovuto chiedere a Piepoli, Davi o Pilo (con tanto di risparmio mica da ridere), anche perché, se ci pensate un attimo, è la logica conclusione a cui eravamo arrivati tutti da quel dì. D’accordo, diciamo che sulla Ruota del Buon Governo (mi piace il nome) non metteremo stati messi peggio di noi o che hanno già abbastanza problemi per i fatti loro, né quelli che potrebbero annetterci per una mera distrazione burocratica (USA e Cina, per non fare nomi). Io punterei sull’Europa e confesso che non mi spiacerebbe l’idea di quattro anni di governo olandese, quattro di svedese, ecc. Per ragioni di puro scrupolo eviterei la Francia e la Germania (che tra l’altro non ci prenderebbero nemmeno con una pinza da caminetto, secondo me) ma per il resto possiamo metterci d’accordo. Ecco però la magagna: chi butta giù le regole dalla Lotteria? Eviterei la classe politica uscente (gli ultimi tarli del nostro governo), visto che non sono in grado neppure di deliberare sulla temperatura di un uovo al tegamino. Secondo me le regole dovrebbero essere stabilite da un brainstorming di nerd (o geek) specializzati in giochi di ruolo e strategie di Risiko, coadiuvati magari da qualche economista che avrà però solo il ruolo di consulente e nessuna voce in capitolo sul manuale definitivo. Ad ogni modo le farei semplici, per essere candidate le nazioni dovrebbero rispondere a pochi semplici requisiti: non devono aver mandato in vacca il proprio paese, non devono essere influenzabili da lobby varie e/o dalla Chiesa (che poi, se non è una lobby quella) e non devono presentare candidati su cui pendano processi o che siano in qualsiasi modo macchiati da conflitti d’interessi in ogni forma.
Detto questo, mi direi soddisfatto. Sugli altri dettagli possiamo metterci d’accordo, ma mi raccomando: non coinvolgiamo i nostri politici, in queste cose di governo sono peggio che inutili.
lunedì, 21 aprile 2008
author: giudappeso @ 13:56
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Fatemi un favore, voi quattro gatti che leggete 'sto blog, un amico ha organizzato un concerto a Roma e chiede di spargere un po' la voce. Andateci, dai! Io non posso perché la geografia mi frega, però se siete di quelle parti o non sapete resistere all'attrattiva di una tale occasione, fateci un salto.

Intanto potete leggervi l'articolo scritto da un altro mio amico sull'evento. Lo so, vi direte: «ma non sarai un filo interessato?» oppure «ma quanta gente conosci in quest’affare?» Vi assicuro che l’interesse non è assolutamente pecuniario, infatti non incasso un centesimo. Però, visto che sul blog scrivo poco, visto che avevano bisogno di spargere la voce, visto che quattro gatti che mi leggono per sbaglio ogni tanto ce li ho pure io, perché no? E adesso fate i bravi e smettetela con le obiezioni. No, non voi. Le vocine nella mia testa.

P.S. ‘zzo significa “etrom”?
giovedì, 10 aprile 2008
author: giudappeso @ 13:57
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Adesso che ho guadagnato una certa distanza di sicurezza, posso dire che il 31 marzo ho compiuto gli anni. In genere evito di fare il post di compleanno per diverse ragioni, una su tutte: poi ti tocca fare un bilancio. Non ne sono capace, non ne ho voglia, e sinceramente non m’interessa deprimermi di un buon 25% in più proprio quel giorno. Quest’anno, poi, è stato una meraviglia. Intanto è caduto di lunedì, e tanto per gradire ero malato, chiuso in casa e impossibilitato a festeggiare in alcun modo. È stato abbastanza squallido, perciò ho evitato di aggiungere sale alle ferite.
Oggi invece, a distanza di giorni, posso dire che mi è scivolato via senza che me n’accorgessi. Non l’ho sentito particolarmente, malgrado la sensazione che dovesse essere un giorno diverso e invece era come tutti gli altri… e a parte l’influenza con relativa abbondanza di fazzoletti che hanno creato un suggestivo effetto nevicata ovunque andassi. Be’, volete sapere quanti ne ho compiuti? 29.6. Eh già, a partire dal 29° compleanno ho deciso di non invecchiare, perciò scarico gli aggiornamenti. Non sono vecchio, io; sono aggiornato! Che poi, dovessi andare a verificare la mia età mentale, secondo me non si va oltre i vent’anni. Perciò, aggiornatevi pure voi; no?
venerdì, 28 marzo 2008
author: giudappeso @ 12:20
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Cineracconto: Jim Carrey fa l'acchiappacani, la moglie gli regala un libro paranoico e lui diventa paranoico. Inizia a menarla fino a che non si cambia canale, si spegne la TV, oppure il DVD. Se siete al cinema, cazzi vostri.



Commento:
L'idea è affascinante e la fotografia ottima, tutto sommato potrebbe essere un bel film se non fosse che è perfetto per lo zapping. Ottimo per autolesionisti e paranoici in cerca di nuove ossessioni, astenersi ossessivo/compulsivi. Guardare con cautela, se proprio si deve.
venerdì, 14 marzo 2008
author: giudappeso @ 22:18
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È arrivata la primavera. Me ne sono accorto dal caldo, dalla luce fastidiosa e dal profumo dei fiori. Be’, dai fiori, non proprio. Diciamo che, passeggiando, ultimamente mi capita d’incappare in occasionali zaffate di profumi primaverili. Lì per lì mi guardo intorno per vedere da dove proviene quell’aroma, ma non sempre trovo un’aiola fiorita o un albero in fiore. A volte, invece, mi giro e vedo una tizia che – vista la stagione – deve essersi sentita chiamata (alle armi?) a profumarsi come una fioriera. Oh, be’, che volete che sia? Io però tengo le distanze. Essendo allergico agli imenotteri – sì, insomma, le api – non vorrei ne attirasse qualcuna di troppo mentre passo io. Non è paranoia, è una risposta immunitaria autocosciente.
martedì, 26 febbraio 2008
author: giudappeso @ 23:38
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Premetto che non guardo Sanremo, mi bastano i commenti in giro e sapere poi chi ha vinto per dimenticarlo subito dopo, però una cosa la voglio dire: Baudo non lo reggo. Credo che nella TV, come nella politica italiana, ci sia un gran bisogno di ricambio. Adesso, capisco che scrostarsi Andreotti dalla groppa è dura, ma anche Pippo non scherza. Il suo modo di presentare ormai è obsoleto per non dire cretaceo. Ops!, l’ho detto. inoltre è irritante, quando incensa ogni suo ospite, manco arrivasse in studio con la ricetta pronta per la pace nel mondo o con un’infallibile rimedio per il cancro preso direttamente dal ricettario di sua nonna. E basta! Pure quando ha in studio una gallina che sa dire il suo nome solo perché sta scritto sul gobbo, la presenta come “brava, bella e piena di talento”. Certo, magari sa usare il T9, però se le chiedi cosa ne pensa della 194 è capace di rispondere: «Non riconosco il prefisso». So tutto questo perché alla domenica, per barbara e bieca consuetudine, a casa si guarda Domenica In. Il momento migliore – non me lo posso perdere perché è proprio all’ora di cena – è quello dell’ospite, per l'appunto. Di solito si tratta di un attore che ha fatto un film o una fiction (che io non guardo mai, va be’) e che viene regolarmente presentato come “una stella nascente nel firmamento cinematografico e televisivo italiano, un’artista di grande talento, ecc.” tanto che dopo cinque minuti t’immagini come minimo un De Niro o un Hoffman. A questo punto, quando è stato pompato all’inverosimile, parte il trailer della fiction o del film. Tu lo guardi e ti dici: «In tutta onestà, non mi pare ‘sta gran cosa. Però uno spot del detersivo glielo farei fare». Poi però si torna in studio e il pubblico è in tripudio di ammirazione. Nel 25% dei casi scatta la standing ovation. Dev’esserci tipo un elettrode sotto ogni poltrona dello studio, tutti collegati all’orologio di Pippo. Parte il Pip-segnale e scatta l’ovazione. Geniale. Però a quel punto sei tu – spettatore dotato di criterio e pensiero indipendente – che ti domandi il perché di quella barca di applausi. «Possibile che fosse tanto bravo e non me ne sia accorto?» In realtà avevi visto bene la prima volta, ma la tecnica di Pippo (e del sistema TV in genere) è di prevenire la formazione di un pensiero autonomo dicendoti in anticipo chi stai per vedere e quanto ti piacerà. Fa qualcosa di irresistibile per il pensatore pigro medio: gli offre un’opinione precotta. Questo poveretto non deve farsene una (che poi magari si stanca e cala lo share), non deve sbattersi a ragionare o fare paragoni guardandosi intorno. Gliela serve lui – il Pippo Nazionale (sì, ma chi lo ha eletto?) – già bella che pronta.

A pensarci bene, anche Vespa dev’essere di quella scuola. Forse perché da noi è tutto fermo, al potere e in TV ci sono le stesse facce da tipo un milione di anni; e se la gente si accorgesse che siamo gli unici al mondo che vivono all’ombra delle cariatidi, mentre altri paesi riescono ad andare avanti, potrebbe anche incazzarsi un pochetto. Già, ma noi siamo un docile pubblico ammaestrato, che vota con lo stesso entusiasmo per le Elezioni e per il Grande Fratello. Anzi, no. L’italiano medio SA che probabilmente otterrà più risultati votando per il G.F. (anche se, pure lì, pare ci siano brogli). Riconosciamolo: vogliamo starcene tranquilli, che il governo risolva i nostri problemi ma che stia sempre lì per prendersi la colpa, e siccome siamo abitudinari fino alla nausea, quelle facce antiche come terrecotte etrusche ce le teniamo care. Non so bene perché, forse perché il male che conosci è meglio di quello che non conosci. O magari perché infondo ci va bene così, perché come chi ha ricevuto bastonate e soprusi tutta la vita, pensiamo che questa sia la normalità. Ma non lo è, e neanche noi.